01 febbraio, 2020

Rastenburg, Wolfsschanze, 20 luglio 1944


TIPOLOGIA: attentato
CAUSE: carica occultata
DATA:
20 luglio 1944
STATO:
Germania
LUOGO:
Rastenburg, Wolfsschanze
MORTI:
4
FERITI:
21

Analisi e ricostruzione a cura di Luigi Sistu

È il luglio del 1944, l’ufficiale tedesco Claus Philipp Maria Schenk Graf von Stauffenberg è l’attuale Capo di Stato Maggiore della Riserva a Berlino. Con questa nomina, arrivata il primo del mese dal Generale Friedrich Fromm presso la sede dell'esercito territoriale al Bendlerblock, nel centro di Berlino, i suoi nuovi incarichi gli permettono di partecipare alle riunioni informative di Hitler, sia alla Wolfsschanze che al Kehlsteinhaus a Berchtesgaden, il Nido dell’Aquila, la residenza privata, offrendogli la possibilità di avvicinarlo. Adolf Hitler è il Cancelliere del Reich, lo è da 1933 e dittatore, col titolo di Führer, dall’anno successivo. Leader del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, nonché principale ideatore del Nazionalsocialismo, si era conquistato il potere fin da subito cavalcando l’orgoglio ferito del popolo dopo la sconfitta nella Prima Guerra Mondiale e la grande crisi economica che affliggeva la allora Repubblica di Weimar. Sfruttando la sua abilità oratoria e l’insoddisfazione delle classi medie, aveva presentato un manifesto politico intriso di nazionalismo, anticomunismo e antisemitismo. Alla morte del Presidente Paul von Hindenburg si era attribuito per legge il titolo massimo accentrando nelle sue mani i poteri dello Stato e instaurando un regime dittatoriale. Grazie a un possente ed efficace programma di ristrutturazione economica e riarmo militare, Hitler aveva perseguito una politica estera estremamente aggressiva volta principalmente a espandere il dominio tedesco a spese delle popolazioni dell’Europa Orientale. Von Stauffenberg invece, nato nel 1907 a Jettingen-Scheppach, in Baviera, aveva preso servizio come Ufficiale di Stato Maggiore della 6a Panzer-Division in Polonia dal settembre 1939 al giugno 1940, per poi prendere parte alla Campagna di Francia e all'Operazione Barbarossa, il progetto nazista di attaccare la Russia stalinista. Dopo essere stato inviato in Tunisia come Ufficiale di Stato Maggiore della 10a Divisione Panzer col grado di Tenente Colonnello, il 7 aprile 1943 era stato ferito gravemente durante un attacco aereo della Royal Air Force dove era rientrato senza la mano destra, l'occhio sinistro e l’anulare e il mignolo della sinistra. Nell'ottobre del 1943, promosso Colonnello ed assegnato allo Stato Maggiore della Riserva a Berlino sotto il comando del Generale Friedrich Olbricht, nonostante le sue condizioni, per spirito di fedeltà alla patria aveva continuato a prestare servizio nell'esercito ma con animo risoluto a liberare la Germania dal malgoverno di Hitler dopo essersi reso conto che stava portando il proprio paese verso la distruzione. “Sento il dovere di fare qualcosa per salvare la Germania; noi tutti, ufficiali dello Stato Maggiore, dobbiamo assumere la nostra parte di responsabilità”, questo ha scritto in una lettera inviata alla moglie nel 1943, “è tempo ormai di fare qualcosa. Ma chi esita ad agire deve aver chiaro in coscienza che passerà alla storia come traditore; e se omette del tutto di agire, sarebbe un traditore di fronte alla propria coscienza”. Con l’inizio dell’orditura della congiura degli ufficiali tedeschi contro il Führer, settimana dopo settimana nuovi elementi si erano aggiunti alle fila dei congiurati: il Generale Ludwig Bexk, già Capo di Stato Maggiore della Wehrmacht, il Generale Henning von Tresckow, esperto in strategia, e il Generale Carl-Heinrich von Stülpnagel, Comandante militare in Francia, che dopo la morte del Führer avrebbe dovuto prendere il controllo di Parigi con l'intento di negoziare un armistizio con le forze Alleate. È il 20 luglio 1944, è mattina e il Colonnello von Stauffenberg si sta recando alla Wolfsschanze, la Tana del Lupo. È stato convocato allo scopo di riferire sulle divisioni che la milizia territoriale sta creando in previsione dell'avanzata sovietica e presentare il suo rapporto al Führer durante la riunione che tiene insieme al suo Stato Maggiore quotidianamente. La Tana del Lupo è uno dei quartieri generali del Führer, si trova in Polonia, nella buia e umida foresta di conifere di Gierłoż circondata dai laghi della Masuria e dalle paludi. È difficilmente accessibile e facilmente difendibile, caratterizzata da strutture con muri esterni di larghezza pari a 2 metri e solai di altezza variabile compresa fra 2 e 3 metri, tutto chiuso in uno speciale involucro di cemento armato. I bunker hanno delle pareti larghe 6 metri e solai di altezza variabile compresa fra 6 e 9 metri, tutti mimetizzati con speciali intonaci a base di alghe marine e trucioli con in aggiunta una copertura d’erba, cespugli, alberi e reti mimetizzanti sopra i passaggi. Tutto il complesso è circondato da campi minati larghi dai 50 ai 150 metri a seconda della configurazione del terreno con le mine disposte asimmetricamente sui vari livelli. Filo spinato, torri d’osservazione e postazioni di artiglieria contraerea chiudono il perimetro. Il territorio è diviso in tre zone. Nella prima si trovano i rifugi degli Ufficiali Generali e del Führer col suo bunker largo 36 metri, lungo 60 e con una corazza protettiva di 8 metri, qui ci sono anche gli alloggi degli Ufficiali Aiutanti e quelli della Wehrmacht, i locali dello stenografo, delle segretarie, della centrale telescrivente e del presidio sanitario. Nella seconda zona si trovano la stazione ferroviaria, un secondo aeroporto, gli alloggi del Ministro degli Armamenti e degli Approvvigionamenti, la mensa, un hotel, una sauna, un cinema, un’area ricreativa, un rifugio antiaereo con cannoni e mitragliatrici antiaeree e l’abitazione del Comandante del campo. Nella terza zona ci sono gli alloggi del servizio di vigilanza del campo, il Reichssicherheitsdienst, un corpo delle SS e guardia particolare di Hitler e la divisione Fùhrer Begleit Bataillon. La Wolfsschanze è un città perfettamente funzionante in grado di gestirsi autonomamente e dotata di una centrale elettrica e di una rete idrica. Una sala caldaia provvede a rifornire gli edifici di acqua calda. Una volta atterrati all’aeroporto di Rastenburg, il primo e il più esterno della Tana del Lupo, viene ordinato al pilota di tenere pronto l’aereo per essere in grado di ripartire per la capitale da mezzogiorno in avanti. Stauffenberg non è solo, con lui c’è il Tenente Werner von Haeften, sua riserva e aiutante, e il Generale Hellmuth Stieff. Lasciato l'aeroporto i tre si dirigono in automobile alla Wolfsschanze preparandosi ad attraversare i tre anelli di sicurezza, tutti difesi dai campi minaticasematte coperte nella parte superiore a prova di bomba e munite di cannoniere, e barriere di filo spinato, superabili attraverso tre posti di blocco. Ogni ufficiale ha a disposizione un lasciapassare valido una sola volta e tutti devono essere soggetti alla perquisizione da parte di un ufficiale delle SS. Sia von Stauffenberg che von Haeften trasportano una bomba nelle rispettive borse, ordigni molto particolari, progettati e preparati da Wessel Freytag von Loringhoven, Colonnello dell’Oberkommando der Wehrmacht, il Comando Supremo delle Forze Armate. Ognuna è costituita da una carica di 975 grammi di esplosivo plastico ad alto potenziale insensibile all'umidità e all'acqua e avvolto in una carta di marrone. Si chiama “Plastit W” ed è stato prodotto qualche mese fa dalla WASAG Chemicals LTG nei suoi stabilimenti di Reinsdorf e Sythen sulla base un esplosivo simile recuperato dalle riserve inglesi, il composto cristallino semisolido sviluppato dalla britannica Nobel Chemicals Ltd “Nobel No.808”, a base di 92% in peso di RDX, 5% di polisobutilene e 3% di dietilesile, dei leganti plastici. L’RDX è la Ciclotrimetilenetrinitramina, un esplosivo di caratteristiche eccezionali scoperto e brevettato dal chimico e farmacista tedesco Georg Friedrich Henning nel 1898 e codificato con questo nome prima dall’esercito inglese come Royal Demolition eXplosive e poi prodotto in larga scala dagli Stati Uniti nel 1920 come “RD” Research and Development, ricerca e sviluppo, sigla comune a tutti i nuovi prodotti per la ricerca militare, e "X", la classificazione, nata come lettera provvisoria ma rimasta definitiva. Dopo aver studiato e analizzato grandi quantità di Nobel No.808, la WASAG ha avuto l’incarico di sviluppare qualcosa di simile ma con dei miglioramenti. Il risultato è stato un composto costituito da 64% di RDX, 24% di dinitrotoluene, 9% di mononitronaftalina, una piccola quantità di dinitronaftalina e 3% di Cotone collodio, la Nitrocellulosa scoperta dal chimico tedesco Christian Friedrich Schönbein nel 1846 ma con una percentuale maggiore, circa il 12%, di azoto. Ogni carica, sufficiente a deformare e fessurare la corazza di un veicolo corazzato pesante, al momento di essere usata dovrà essere armata da un congegno chimico-meccanico a tempo che lascerà al colonnello von Stauffenberg dai 10 ai 15 minuti di tempo per collocare l'ordigno ed allontanarsi. Questa si chiama British Number Ten Delay Switch, nome ufficiale "Switch, No. 10, Delay”, è una spoletta a tempo delle dimensioni e della forma di una matita atta ad essere collegata ad un detonatore o ad una miccia. È stata progettata nel Regno Unito, ad Hertfordshire, nella Aston House, un'importante residenza del XVII secolo trasformata nel Centro di ricerca e sviluppo di esplosivi e armi da sabotaggio per la SOE, lo Special Operations Executive, il corpo speciale che secondo le parole del Primo Ministro inglese Winston Churchill avrebbe dovuto incendiare l’Europa col sabotaggio e la sovversione dietro le linee tedesche con agenti segreti particolarmente addestrati che stanno prendendo terra in diversi paesi lanciandosi con il paracadute, scendendo da piccoli aerei o sbarcando da sommergibili e motoscafi, col compito di collaborare con la resistenza e i gruppi partigiani, nell'organizzare e addestrare volontari decisi a disturbare ovunque gli invasori nazisti, nel distruggere strade, ferrovie e linee di telecomunicazione, nel distribuire armi, munizioni ed esplosivi che aerei britannici e americani paracadutano su campi segretamente approntati dai militanti della resistenza. La “matita inglese” è costituita da un tubo in ottone con un sezione di rame ad un'estremità che contiene una fiala di vetro contenente cloruro di rame con sotto un percussore caricato a molla sotto tensione e tenuto in posizione da un sottile filo metallico. A questo congegno verrà agganciato e annegato nel plastico un detonatore a percussione, una versione migliorata del detonatore a fuoco inventato dal chimico e ingegnere svedese Alfred Nobel nel 1867, costituito da un tubetto di alluminio con all’estremità un cappuccio a percussione e all’interno una piccola carica di Fulminato di Mercurio, esplosivo primario sensibilissimo agli urti e al calore, sintetizzato già nel XVII secolo e perfezionato nel 1799 dal chimico inglese Edward Howard. I cospiratori, convocati personalmente dal Führer, si presentano all'interno della "Tana del Lupo" intorno alle ore 11:00, la riunione in cui avrebbe dovuto essere presente Adolf Hitler è in programma per le ore 13:00. I due ufficiali, dopo una breve colazione, si recano dal Generale Fritz Erich Fellgiebel che insieme al Generale Helmuth Stieff avrebbe dovuto trasmettere la notizia della morte di Hitler e quindi bloccare qualunque comunicazione verso l'esterno, in modo da dare tempo ai cospiratori di avviare l'Operazione Valchiria, la presa del potere della Germania. Poco dopo le ore 12:00, von Stauffenberg si reca dal Feldmaresciallo per sottoporgli il contenuto della sua relazione e, dopo averne ottenuto l'approvazione, viene informato dell'anticipo della riunione alle ore 12:30 a causa dell'arrivo di Benito Mussolini, il Duce, fondatore del Fascismo, Capo del Governo italiano e alleato militare del Patto d’Acciaio del 22 maggio 1939 e del Patto Tripartito con Giappone del 27 settembre 1940, che sarebbe giunto in visita nel pomeriggio. Il cambio di orario rende necessario accelerare l'operazione di innesco degli ordigni e von Stauffenberg chiede al feldmaresciallo il permesso di ritirarsi per qualche minuto per lavarsi e cambiarsi la camicia e chiedendo di essere accompagnato dal suo attendente. Il nervosismo di von Haeften tuttavia rischia di compromettere l'operazione. Una volta rimasti soli, i due iniziano la preparazione dei due ordigni. Prendono uno dei panetti di plastico, assemblano la prima matita inglese col detonatore per poi conficcarla per intero nel panetto. Il colonnello afferra una pinza e schiaccia l’estremità del congegno rompendo la fialetta di vetro. Dopo aver riposto la carica nella borsa prende il secondo panetto per ripetere l’operazione ma i due vengono richiamati dal feldmaresciallo Keitel poiché la riunione è già iniziata. La seconda bomba non viene armata. Per non attirare troppo l'attenzione su di sé Stauffenberg rinuncia a proseguire i preparativi ritenendo, erroneamente, che il calore prodotto dall'esplosione della prima bomba avrebbe fatto detonare la seconda “per simpatia”, ma diversamente dalle informazioni in suo possesso, dove riteneva che la riunione si sarebbe tenuta nel bunker di calcestruzzo armato, questa è stata spostata nella sala esterna per via del troppo caldo. Nel bunker, a causa della morfologia della struttura, la potenza dell’esplosione sarebbe stata amplificata rendendo gli effetti devastanti, l’onda di sovrapressione generata in uno spazio così piccolo, non potendosi sfogare all'esterno in nessun modo, si sarebbe abbattuta pluridimensionalmente sui presenti, frantumandoli. La sala riunioni invece è un comune edificio in mattoni rossi e legno lungo 30 metri, largo 10 e alto 4, con pareti e soffitto leggeri e con ampie finestre protette da serrande d’acciaio che, a causa del caldo opprimente di quel giorno, sono tutte completamente aperte. Al centro della stanza principale c’è un tavolo in rovere ruvido lungo 6 metri, con un piano spesso 4 centimetri e gambe robuste. Su di esso sono distribuite le mappe situazionali, alcune tabelle e diversi grafici. Von Stauffenberg inizia a pensare che la carica potrebbe non bastare ma a questo punto è impossibile fermarsi. All'interno dell'edificio, il colonnello chiede di essere posizionato vicino al Führer a causa dei suoi problemi di udito, la cartella viene appoggiata dietro al Generale Adolf Heusinger che in quel momento sta presentando il suo rapporto in merito al Fronte Orientale. Nella stanza si trovavano 24 persone. Hitler è al centro della lunghezza del tavolo, è rivolto verso le finestre, appoggiato al tavolo con la testa sulle mani. Il Colonnello Heinz Brandt, in piedi accanto a lui e intento a cercare una miglior visione della carta militare, urta la valigia con un piede. Si china e la allontana dal Führer spostandola di 2 metri, dietro la gamba del tavolo in modo da non essere di intralcio. Il Feldmaresciallo Keitel richiama l'attenzione di Hitler dicendogli che von Stauffenberg è arrivato, ma questi, dopo avere salutato il Colonnello con un cenno del capo, posticipa il suo intervento. Immediatamente dopo, von Stauffenberg chiede all'attendente di Keitel di potere uscire per fare una telefonata. I due lasciano insieme la stanza e, una volta giunti all'apparecchio telefonico, von Stauffenberg chiede di essere messo in comunicazione con il Generale Fellgiebel; l'attendente fa ritorno nella stanza mentre il Colonnello, sollevato e riagganciato il ricevitore, esce dall'edificio. Sono le ore 12:42, mentre von Stauffenberg sta percorrendo a piedi i 300 metri che lo separano dall'automobile che lo attende, il Generale Heusinger sta terminando la sua relazione. Sotto il tavolo, all’interno della borsa, il cloruro rameico, che aveva iniziato ad erodere lentamente il filo che trattiene il percussore, finisce il suo lavoro. Il filo si spezza, la molla sgancia il percussore che è spinto lungo il cilindro fino a colpire il cappuccio a percussione all’estremità del detonatore. Il Fulminato di Mercurio detona per shock meccanico innescando il panetto di Nobel No.808. La borsa esplode. Il colonnello, insieme al tenente von Haeften, è in macchina e ha appena ordinato all'autista di partire. La sala riunioni si gonfia, le 5 finestre frontali e quella laterale scoppiano, l’onda di sovrappressione sferica investe le persone ribaltando gli arredi e sfogando dalle finestre. Una nuvola di polvere e schegge sono proiettate all’esterno con un boato che sorprende tutti. Suona l’allarme, in 6 secondi il perimetro viene sigillato: nessuno entra, nessuno esce. Dal fumo che avvolge l’edificio sventrato, appoggiato al braccio di Keitel, esce un uomo barcollante, è bianco dalla polvere, ha bruciature alle gambe, graffi alla mano sinistra, il gomito destro che sanguina e il timpano destro perforato: è il Führer, è sopravvissuto. L’esplosione ha invece ucciso quattro ufficiali tra cui il Colonnello Heinz Brandt, il più vicino alla borsa e ha scaraventato a terra tutti coi timpani rotti e commozione cerebrale. I cadaveri sono immersi in una nuvola di polvere in una stanza devastata con vetri e legno dappertutto. Ma la sua conformazione e il robusto tavolo di quercia che ha attutito ulteriormente la forza d'urto dell'esplosione hanno evitato che i danni fossero peggiori. Sotto l’unico pezzo del tavolo rimasto integro c’è un buco nel terreno di circa un metro e mezzo di diametro. Nel frattempo von Stauffenberg è fuori dalla Wolfsschanze, si è liberato della seconda bomba e ha appena convinto il sottufficiale di guardia a lasciarlo passare, la sua carriera militare, le ferite della Campagna d'Africa e il suo grado fanno di lui un uomo rispettato ma che ha i minuti contati. L’aereo messogli a disposizione dal Generale Eduard Wagner ha già i motori accesi, Berlino aspetta. l’Operazione Walkiria è cominciata.

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