TIPOLOGIA: attentato
CAUSE: carro-bomba
DATA: 16 settembre 1920
STATO: New York
LUOGO: New York, Wall Street
MORTI: 38
FERITI: 143
Analisi e ricostruzione a cura di Luigi Sistu
È una calda mattina di settembre del 1920, sono passati quattro mesi
dall'arresto di Nicola Sacco e Bartolomeo Venzetti, calzolaio e pescivendolo, compagni,
in attesa della sedia elettrica perché accusati di essere gli autori di una
rapina ad un calzaturificio della Slater and Morrill di South Braintree in cui sono
rimaste vittime un cassiere e una guardia armata. Un immigrato italiano, Mario Augusto
Buda, romagnolo, anarchico, vendicativo, ha appena parcheggiato un carro trainato
da un cavallo e condotto a mano tra Wall Street e Broad Street, accanto al
nuovo Federal Assay Office e davanti alla J.P. Morgan & Company. È una
giornata frenetica, soprattutto qui, nel distretto finanziario, un luogo talmente
centrale e rinomato da essere ribattezzato “l’angolo”. Il palazzo che sorge
sull’intersezione, al numero civico 23 e costruito nel 1913 in forma
neoclassica e pomposa, non presenta alcuna insegna esterna ma è conosciuto da
tutti come “la Casa dei Morgan”. I soci, tra cui spiccano personaggi del
calibro di Thomas Landmont e Dwight Morrow, sono impegnati a discutere
importanti questioni finanziarie in una delle sale conferenza dei piani più
bassi. Prima di dileguarsi tra la folla dell'ora di pranzo, momento in cui la
strada è particolarmente congestionata, Buda solleva il cappello per un saluto
a quel manipolo di "robber barons" del tutto ignari di ciò che sta
per accadere, e controllando di non essere osservato, porge un ultimo sguardo
al carro allontanandosi con passo svelto verso la gente proprio mentre qualche
isolato più avanti, un postino sbigottito sta osservando degli strani volantini
stampati in modo rudimentale: "Liberate i prigionieri politici o sarà
morte sicura per tutti voi!", firmato "Anarchici americani
combattenti". Ora 37enne, Buda è negli Stati Uniti d’America dal 1907. Nato
a Savignano sul Rubicone nel 1884, secondogenito di quattro figli, impegnato da
bambino nei campi col padre e come garzone in una bottega di un calzolaio,
partito per l’America nel 1907 aveva lavorato in diverse località nell’area di
Boston come giardiniere, come operaio addetto alla posa dei tubi per una
compagnia telefonica, alla costruzione di una centrale elettrica e nella
costruzione di vagoni ferroviari per la New Haven & Hartford Railroad
Company. Trasferitosi prima in Colorado, poi nell’Illinois ed infine nel Wisconsin
per la costruzione di un ponte, era rientrato provvisoriamente in Italia nel
1911 a causa del poco lavoro, della grave miseria e della nostalgia di casa, lavorando
come giardiniere assieme al padre prima di rimettere piede nel nuovo continente,
appena prima che lo scoppio della Grande Guerra bloccasse i flussi migratori, per
tornare nel Massachussets, a Roxbury, nella periferia di Boston, dove attualmente
vive una consistente comunità di romagnoli prevalentemente anarchici, e abbracciando
progressivamente le idee di Luigi Galleani, il fondatore, negli Stati Uniti,
del periodico anarchico in lingua italiana bollato nel 1918 dal dipartimento di
Giustizia come il giornale più pericoloso di tutto il paese, Cronaca
Sovversiva, e unendosi al gruppo in cui militavano gli stessi Sacco e Vanzetti,
vicino anche ad Errico Malatesta, l’anarchico più ricercato del pianeta. I
galleanisti, zoccolo duro che conta sì e no una cinquantina di attivisti, sono
sospettati di aver progettato attentati dinamitardi, tra cui quello a San
Francisco del 1916 durante la parata del Preparedness Day per cui erano stati
incastrati i sindacalisti Tom Mooney e Warren Billings, e di aver inviato, nel
giugno del 1919, numerosi pacchi bomba a figure eminenti dell'amministrazione Wilson
oltre che a J.P. Morgan e John D. Rockefeller. I circoli dei lettori di
"Cronaca Sovversiva", che allora si riunivano nelle ombre dei
setifici Paterson e degli stabilimenti per la laminazione dell'acciaio di
Youngstown, sono delle vere e proprie calamite per lo scontento degli immigrati,
la cui alienazione si è tramutata in rabbia furiosa di fronte all'isteria
xenofoba dilagante durante la guerra e culminata nei Palmer Raids del 1919 in
cui il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sotto l’amministrazione del
Presidente Woodrow Wilson si era mobilitato per catturare e arrestare sospetti
esponenti di sinistra, una lista di 3.000 persone, principalmente immigrati
italiani e immigrati dell’Europa orientale, anarchici e comunisti, col fine di
deportarli dagli Stati Uniti. Perciò, quando nel febbraio dello stesso anno il
procuratore generale e ministro della Giustizia Alexander Mitchell Palmer aveva
firmato l'ordine di espulsione per Galleani, in numerose fabbriche del New
England erano comparsi volantini anonimi che promettevano di "annientare
col fuoco e col sangue" i responsabili i tale decisione. Bisogna
sottolineare che il movimento anarchico italiano, diffuso soprattutto sulla
Costa Orientale dove sorgono industrie caratterizzate da manovalanza italiana,
incarna un massimalismo anarco-comunista radicale nemico del socialismo e del
riformismo; lo stesso Galleani, sulle pagine della propria rivista, proponeva
il rovesciamento del sistema capitalistico e dell’ordine costituito attraverso
qualsiasi mezzo, attentati e assassinii compresi, soprattutto contro
istituzioni e magistrati. Ed è proprio per questo che alla notizia dell’incriminazione
di Sacco e Vanzetti, il primo conosciuto ad Hopendale durante lo sciopero del
1913, il secondo a Plymouth nello sciopero alla Cordage Company nel 1916,
periodo in cui ha frequentato riunioni, si è mosso in ambienti anarchici e ha
militato direttamente nelle fila del movimento prendendo parte anche a
manifestazioni violente. Buda è tornato precipitosamente a New York City,
preparando un piano di “punizione”, affittando nel cuore di Little Italy, a
Mulberry Street, un carro e un cavallo e trasformandolo in soli quattro giorni
in un’arma dall’alta potenza distruttiva. Non è nuovo a questo genere di
ritorsioni, premettendo che la sua lunga e controversa relazione con la
giustizia va avanti fin da bambino, è qui in America che ha avuto il “salto di
qualità”. È iniziato tutto a Milwakee il 9 settembre 1917, a causa di uno
scontro interno alla comunità italoamericana tra i seguaci del pastore
evangelico Augusto Giuliani e gli anarchici aderenti al Circolo Francisco
Ferrer conclusosi in maniera tragica con l’intervento della polizia e due
anarchici uccisi, uno gravemente ferito, undici arrestati e due poliziotti feriti.
Buda, assieme all’amico, immigrato e commilitone Carlo Valdinoci, aveva
lasciato il 24 novembre un pacco davanti alla chiesa del reverendo Giuliani,
pacco che la polizia di Milwakee, forse per ingenuità o forse per un errore,
aveva portato in commissariato dove era esploso uccidendo dieci agenti e un
civile. In una escalation di violenza durata tutta la prima metà del 1919,
aveva fatto parte dei progettisti di una prima serie di 30 attentati
dinamitardi, dei pacchi bomba recapitati per posta ai maggiori rappresentanti
del mondo politico ed economico, e di una seconda serie, tutti in una notte,
tra il 2 e il 3 giugno, con dei pacchi depositati a mano nelle città di Boston,
New York, Paterson, Philadelphia, Pittsburg, Cleveland e Washington dove in
quest’ultima, destinata ad Alexander Mitchell Palmer, Ministro della Giustizia
e dichiarato nemico degli anarchici, aveva perso la vita Valdinoci. A Wall
Street, mentre le campane della vicina Trinity Church stanno suonando
mezzogiorno, Buda, angelo vendicatore degli amici incarcerati, “i suoi migliori
amici in America”, da cui è scampato per puro caso all’arresto, si allontana dal
civico 23. Nessuno si immagina cosa sta per accadere, nessuno si immagina che in
quel carro, sotto una catasta di frutta è nascosta una grossa carica di 45
chilogrammi di Gelatina per uso estrattivo e 230 chilogrammi di pezzi di ghisa.
La Gelatina da cava, una Dinamite a base attiva, esplosiva, brevettata dal
chimico e ingegnere svedese Alfred Nobel nel 1867 e composta dalla
Nitroglicerina sintetizzata dal chimico e medico italiano Ascanio Sobrero nel
1847 dalla Nitrocellulosa, prodotto scoperto dal chimico tedesco Christian
Friedrich Schönbein nel 1846, e miscelata con Nitrocellulosa ad alto contenuto
di azoto, era stata rubata da un cantiere per la costruzione di un tunnel. Ad
innescarla c’è un detonatore elettrico, uno di quelli inventati nel 1876 da
Julius Smith, un cilindro di alluminio riempito con una miscela incendiaria e
Fulminato di Mercurio, l’esplosivo primario sensibilissimo agli urti e al
calore sintetizzato già nel XVII secolo e perfezionato nel 1799 dal
chimico inglese Edward Howard. Collegato a questo, una sveglia sta ticchettando
accanto a una batteria. Prima della fine dei dodici rintocchi delle campane la
lancetta della sveglia che segna i minuti si incrocia con quella delle ore facendo
sfiorare due filamenti di rame saldati alle estremità. Un circuito elettrico si
chiude, la corrente della batteria scorre lungo un filo che arrivando fino al
detonatore arroventa dei ponticelli interni che diventano incandescenti. La
miscela incendiaria brucia, il Fulminato di Mercurio si accende innescando la
Gelatina che trasforma con una velocità di detonazione 7.000 metri al secondo
il carro in un’enorme massa di fuoco, vento e proiettili. La terra trema, i
vetri ondeggiano e le pareti dei palazzi vibrano. Un boato assordante scuote il
centro mentre una gigantesca sfera di tre milioni di litri di gas a 4.000 gradi
centigradi sventra Wall Street. L’onda di sovrappressione attraversa il
quartiere, lo devasta, le finestre degli edifici esplodono in faccia agli
impiegati e i passanti vengono falciati dalle schegge. I tendoni dei negozi e
le automobili parcheggiate nelle vicinanze prendono fuoco e l'intero quartiere viene
avvolto da una nube di fumo e polvere. I grattacieli si svuotano alla velocità
della luce. In preda al panico, la folla si riversa in strada scavalcando i
corpi agonizzanti ammassati a terra. Fattorini, stenografi, impiegati, broker, sono
sfigurati e irriconoscibili, martoriati dal passaggio della massa di metallo. La
strada del tutto priva di alberi viene improvvisamente inondata da foglie verdi
coi volti dei presidenti. I Fattorini delle banche, terrorizzati, abbandonano
per strada circa ottantamila dollari che iniziano a volteggiare sotto le
raffiche soffocanti di vento e cenere. Per la prima volta nella storia, un
minuto dopo l'esplosione, Willam H. Remick, presidente della Borsa Valori di
New York, ordina che vengano sospese le operazioni finanziarie nel
tentativo di prevenire il panico. All'esterno, i soccorsi lavorano
febbrilmente per trasportare i feriti in ospedale. James Saul, un fattorino di
soli diciassette anni, ruba un'auto parcheggiata per trasportare in più viaggi
trenta feriti in un ospedale vicino. Gli agenti di polizia si affrettano a
raggiungere la scena del crimine per fornire il primo soccorso. Tutte le auto
vicine vengono requisite perché essere utilizzate come ambulanze. Trattandosi
di un attentato a Wall Street, viene proclamato lo stato di emergenza. Da
Governor's Island partono subito un centinaio di soldati da mettere di
pattuglia in quello che restava dell'Assay Office e dell'adiacente Subtreasury.
Il Detective Bureau del New York Police Department riassemblerà i resti
grotteschi di una "macchina infernale": la testa di un cavallo,
qualche zoccolo spezzato e il ferro ritorto dell'assale di un carro. Di colpo
gli anarchici, gli Industrial Workers of the World e i nuovi bolscevichi diverranno
tutti possibili indiziati. Il Coroner conterà 38 morti e 143 feriti, due dei
quali il presidente dell'Equitable Trust Alvin Kreck e Junius Morgan, il figlio
di J.P. Morgan junior. Joseph P. Kennedy, passato quasi per caso nell’istante
dell’esplosione, nonostante lo shock è rimasto illeso. Ma Buda, rifugiato a
Providence dove si farà rilasciare dal Consolato italiano un passaporto a nome
Mike Boda grazie al quale riuscirà a rientrare in Italia su una nave battente
bandiera francese diretta a Napoli, dove è intenzionato a tornare a casa per
riprendere il mestiere del calzolaio, rimarrà sicuramente deluso quando
scoprirà che "Jack Morgan”, già scampato nel 1919 per pura fortuna ad un
pacco bomba, si trova a Londra e che i soci Lamont e Morrow, in quel momento in
una zona posta sul retro dell’edificio, ne sono usciti indenni. William Hammond
Remick, presidente della New York Stock Exchange, la Borsa di New York, proprio
sull’altro lato della strada, decide di interrompere immediatamente le contrattazioni
per evitare un panico incontrollato. Ma intanto, un povero immigrato con un po'
di Dinamite rubata, un mucchietto di ferraglia e un vecchio ronzino, è riuscito
a scatenare un terrore senza precedenti nel Sancta Sanctorum del capitalismo
americano, facendo partire col suo “an act of war” una delle più grandi cacce
all’uomo della storia degli Stati Uniti d’America.
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