TIPOLOGIA: attentato
CAUSE: cariche occultate
DATA: 20 luglio 1982
STATO: Inghilterra
LUOGO: Londra, Parchi Reali
MORTI: 11
FERITI: 53
Analisi e ricostruzione a cura di Luigi Sistu
È il 20 luglio 1982, è un martedì soleggiato a Londra e ad Hyde Park, un
parco urbano cinquecentesco di 253 ettari, uno dei 9 Parchi Reali londinesi antiche
riserve di caccia aperte al pubblico al centro della città, le persone stanno
ammirando il passaggio di 16 membri del Blues and Royals, un reggimento di
guardia d’onore a cavallo del British Army, la componente terrestre delle forze
armate britanniche. Questi appartengono alla Guard Division e insieme alle Life
Guards formano la Household Cavalry, due reggimenti di cavalleria guardia del
corpo ufficiale della Regina. La formazione a cavallo, partita alle ore 10:30 dalle
caserme a Knightsbridge dall’Horse Guards Parade, l’ampio campo di parata nei
pressi dell’arteria Whiteall del quartiere Westmister, si sta dirigendo scortata
da due agenti di polizia verso la residenza della Regina Elisabetta II a
Buckingham Palace per la cerimonia del cambio della guardia delle ore 11:00. Il
reggimento, dopo aver svoltato a destra fuori dalla caserma, con un poliziotto
a cavallo davanti e uno dietro, sta trottando lungo South Carriage Drive verso
il Mall, l’ampio viale di 930 metri che unisce da ovest, Buckingham Palace, ad
est, l’Admiralty Arch. Lungo il marciapiede, a lato della Sud Carriage Drive è
parcheggiata una piccola berlina di colore blu, una Austin Morris Marina e
dentro il baule portabagagli ha una valigia 24 ore carica di esplosivo. A 3
chilometri di distanza, nel parco ottocentesco di Regent's Park, un altro dei 9
Parchi Reali situato nella parte settentrionale del centro londinese, nei
pressi di Westmister, la banda militare della Royal Green Jackets sta per iniziare
un concerto davanti a una platea di 120 spettatori, il primo della stagione di eventi
musicali organizzata con lo scopo di intrattenere i turisti e i lavoratori in
pausa pranzo. I 30 elementi della banda del reggimento di fanteria leggera
dell’esercito britannico eseguiranno la colonna sonora di “Oliver!”, un
musical britannico drammatico basato sul romanzo del 1838 “Oliver Twist”
di Charles Dickens, con musica e testi del compositore inglese Lionel Bart.
Sotto il palco dove l’orchestra sta prendendo posto per le ultime prove, tra
gli assi di legno della struttura c’è una seconda valigia 24 ore, è la gemella
della precedente e anche questa è carica di esplosivo. Sono state progettate e
confezionate da un 22enne ingegnere elettronico, Gilbert “Danny” McNamee, di Crossmaglen,
una cittadina nella contea di Armagh, nell’Irlanda del Nord. Ogni valigia, studiata
ad hoc per provocare il maggior numero di danni possibili, contiene 12
chilogrammi di Frangex in panetti. Il Frangex è un tipo di Gelignite, un
esplosivo plastico, il primo della storia e a base di Nitrocellulosa, il composto
chimico con proprietà infiammabili-esplosive scoperto dal chimico tedesco
Christian Friedrich Schönbein nel 1846, dissolta in Nitroglicerina, la sostanza
scoperta dal chimico e medico italiano Ascanio Sobrero nel 1847 sintetizzando
proprio la Nitrocellulosa seguendo gli esperimenti falliti nel 1845 del chimico
tedesco Christian Friendrich Schönbein, e miscelata con polpa di legno e
Nitrato di Potassio. La Gelignite, inventata nel 1875 dal chimico e ingegnere
svedese Alfred Nobel, già inventore della Dinamite, essendo molto più stabile
poteva essere maneggiata con maggiore sicurezza tanto da diventare il miglior
prodotto in uso per le attività estrattive, essere fabbricata in enormi
quantità e, grazie al suo potere distruttivo, il primo esplosivo preferito dal
PIRA, il Provisional Irish Republican Army, e dall’Official IRA, l’Official Irish
Republican Army, da fare scuola ai “lealisti” di tutto il mondo. La produzione
del Frangex da parte della Irish Industrial Explosives Limited stimata in 6.000
tonnellate poiché prodotto con determinate caratteristiche ideali per gli impieghi
civili, è fabbricato negli stabilimenti di Enfield, cittadina nella contea irlandese
di Meath, e nonostante le strutture siano costantemente controllate dalla Garda
Síochána na hÉireann, il corpo di polizia della Repubblica d’Irlanda, e dall’Irish
Army, la componente terrestre delle Forze di Difesa, per evitare furti da
parte delle due organizzazioni paramilitari terroristiche, queste sono riuscite
ad acquistarne negli anni ingenti quantità. Ed è proprio il PIRA, nata nel 1969
e che si batte per la fine della presenza britannica in Irlanda del Nord e
per la riunificazione con la Repubblica d’Irlanda, ad aver commissionato a Danny
McNamee le due bombe. “Il popolo irlandese ha diritti sovrani e nazionali che
nessuna forza d'occupazione può spegnere", con questo messaggio, citazione
presa dal discorso del Primo Ministro Margaret Hilda Thatcher all’ingresso
della appena conclusa guerra contro l’Argentina per il controllo e il possesso
delle Isole Falkland, della Georgia del Sud e delle Isole Sandwich Australi, il
PIRA aveva deciso l’attacco e pianificato che gli obiettivi fossero colpiti in
due luoghi e momenti distinti con due ordigni uguali nella composizione ma
differenti nei meccanismi d’innesco e negli effetti. Quella che sarebbe dovuta
esplodere per prima, posizionata all’interno del vano portabagagli della Morris
Marina acquistata alcuni giorni prima all'asta a Enfield, nel nord di Londra,
da un irlandese che si era fatto chiamare Eric Gordon e che aveva pagato un
deposito di 100 sterline, era stata progettata per essere attivata a distanza.
L’innesco, un detonatore elettrico contenente una piccola quantità di esplosivo
secondario, Pentrite, uno degli esplosivi più potenti, preparato per la prima
volta nel 1891 dal chimico tedesco Bernhard Tollens, innescato a sua volta da
uno primario, il sensibilissimo Azoturo di Piombo preparato dalla Curtis's and
Harvey Ltd Explosives Factory nel 1890, era stato annegato in uno dei panetti
di Frangex. Il detonatore, versione moderna di quello inventato nel 1876 da
Julius Smith, sarebbe stato attivato da due batterie da 9 Volt e da una
centralina radio ricevente che ne avrebbe consentito l’accensione. Inoltre, un
involucro con 13 chilogrammi di chiodi in metallo lunghi 10 e 15 centimetri era
stato posizionato accanto alla valigia in direzione della strada. In questo
modo si sarebbe creato un cono di schegge che avrebbe aggiunto all’esplosione un
effetto a frammentazione oltre che dirompente. L’altra bomba invece era stata
invece progettata per esplodere dopo due ore, all’ora di pranzo, attivata da un
congegno meccanico a tempo costituito da una sveglia di tipo comune e una
batteria da 4,5 volt che avrebbe attivato il detonatore elettrico annegato in
uno dei panetti di Frangex. I contatti per la chiusura del circuito erano stati
inseriti sul quadrante della sveglia, i due punti metallici, uno avvitato
direttamente su questo e uno saldato sulla lancetta dei minuti, si sarebbero
toccati al minuto stabilito consentendo il passaggio della corrente e l’attivazione
del detonatore. Sono le ore 10:44 e ad Hyde Park il reggimento della Blues and
Royals sta costeggiando il marciapiede proprio accanto all’auto parcheggiata a
bordo strada. All’interno del parco c’è un uomo, si chiama John Anthony Downey,
ha 29 anni ed è di Creeslough, un paesino nella contea di Donegal, nella Repubblica
irlandese. Si trova a 200 metri di distanza, è confuso tra i turisti, ha un
telecomando in mano e sta osservando da lontano il passaggio dei soldati a
cavallo. Ha la visuale libera, una linea di tiro pulita, è il momento, il
pulsante viene premuto, l’impulso radio raggiunge la centralina ricevente dentro
la valigia. Il circuito si chiude, l’Azoturo di Piombo all’interno del
detonatore viene acceso dalla miscela incendiaria della resistenza, la Pentrite
si attiva innescando la Gelignite che detona con una velocità di 7.900 metri al
secondo. 85 mila litri di gas ad alta pressione e 4.200 gradi centigradi di
temperatura si scatenano dalla Morris che esplode con una forza violentissima
letale per un raggio di 18 metri. L'Austin si disintegra in una palla di fuoco
larga 30 metri, l’auto parcheggiata esattamente davanti al baule portabagagli viene
ribaltata su quella davanti. I cavalli sono sbalzati da terra e crivellati
dalle schegge e dai chiodi che si aprono a ventaglio con un angolo di 60 gradi,
le gambe si frantumano, le corazze si schiacciano, si strappano e i cavalieri
sono catapultati in aria per 5 metri prima di ricadere a terra coi chiodi
conficcati addosso. Tre di loro muoiono sul colpo, altri sono a terra coi
timpani perforati e immersi nel proprio sangue assieme agli agenti di polizia di
scorta e 17 spettatori che stavano assistendo al passaggio del corteo. Mentre
alcuni cavalli scappano galoppando all’impazzata, gli altri sono sull’asfalto,
qualcuno ancora rantola, è uno scenario indescrivibile, animali e uomini si
contorcono in mezzo al sangue che ha reso l’asfalto scivoloso. In sei non si
muovono, i loro corpi dilaniati non hanno retto all’onda d’urto sprigionata
dall’auto. Ci sono pezzi di lamiera ovunque, un elmo d'argento schiacciato e
insanguinato di un soldato, chiodi piegati e attorcigliati dal calore e dalla
forza dell'esplosione, parti di corpi, vestiti e fumo, tanto fumo che minuto
dopo minuto risale verso l’alto in una nuvola nera e densa. La gamba di una
turista statunitense è appoggiata su di un lato a 18 metri sopra i vetri di
finestre e vetrine andati in frantumi per un raggio di 50 metri, fino al
distretto di Knightsbridge. Dopo dei primi secondi di silenzio scoppia il
panico, in un fuggi fuggi generale il traffico viene immediatamente interrotto
e i soccorsi allertati. A Regent's Park i 30 elementi della banda della Royal
Green Jackets hanno iniziato il concerto. Né loro né gli spettatori sono a
conoscenza dell’esplosione avvenuta a 3 chilometri da loro. Sotto il palco il
meccanismo della sveglia è in movimento, la furia della seconda valigetta sta
per provocare un’altra carneficina. Ad Hyde Park il suono delle sirene dei
mezzi di soccorso e di polizia sta riempiendo l’aria, un settimo cavallo è
stato appena abbattuto con un colpo di pistola alla testa, le 32 persone ferite
sono state portati via dalla zona transennata e trasportate in ospedale, il
portabandiera del reggimento è gravissimo, non ce la farà, morirà tra quattro
giorni portando il numero dei morti a 4. Tra i cavalli c’è un sopravvissuto, è
molto grave, lo stanno per caricare su un camion per portarlo via, è sedato, è
a pochi metri dal punto dell’esplosione dove ormai nessuno ha più alcun dubbio:
è stata una bomba, un attentato diretto contro la guardia d’onore del British
Army e un cratere profondo 30 centimetri a lato strada è la prova che lo
dimostra. Gli investigatori allertano la centrale in modo da far interrompere
ogni attività militare e di polizia in tutta la città, ma è troppo tardi. A Regent's
Park, all’interno della valigia nascosta nella struttura del palco, la sveglia
smette di ticchettare, il primo contatto saldato alla lancetta dei minuti
sfiora il perno metallico avvitato al quadrante, il circuito si chiude e la
corrente dalle batterie si incanala fino al detonatore annegato nel panetto di
esplosivo. La carica primaria di Azoturo di Piombo viene infiammata
accendendosi e innescando la Pentrite, i 12 chilogrammi dell’esplosivo per uso
estrattivo prodotto dalla Irish Industrial Explosives Limited detonano con una
velocità di 7.900 metri al secondo producendo 85 mila litri di gas ad alta
pressione e 4.200 gradi centigradi di temperatura che scoperchiano il palco
investendo i musicisti. Dal basso si leva una massa di fuoco, ferro e legno, che
squarcia 7 soldati, la struttura viene fatta a pezzi dall’onda d’urto, i
frammenti si mischiano ai corpi dei membri dell’orchestra trasformati in schegge
impazzite che raggiungono 9 spettatori catapultati all’indietro di 4 metri. Una
gamba, staccata di netto e diventata un proiettile, falcia a 45 metri una madre
che sta tenendo in mano un passeggino. Parti di corpi umani, strumenti
insanguinati, sedie, detriti, si riversano sul prato per un raggio di 60 metri.
Uno degli spettatori feriti cerca di allontanarsi trascinandosi sull’erba verso
lo steccato coperto da parti di intestino. Una mano invece è su un albero, e
poi un occhio, una tromba piegata, un piede, e ancora sangue, il verde del
prato diventa minuto dopo minuto sempre più rosso. Un fumo nero scurisce il
cielo e un odore di carne bruciata riempie le narici dei sopravvissuti. Vicino
al palco 5 figure sono immobili, i loro corpi sono ridotti a brandelli, un
sesto poco distante si muove ancora, è gravissimo, non ce la farà, morirà tra
una settimana. Sefton invece, il cavallo sopravvissuto ad Hyde Park, nonostante
le gravi ferite e contro ogni pronostico sopravvivrà, così come il suo
cavaliere, il Sergente Michael Pedersen, che si riprenderà fisicamente ma non
mentalmente. Soffrirà di disturbi da stress post-traumatico, si separerà dalla
moglie, ucciderà a coltellate i suoi due figli, Ben, di 7 anni e Freya, di sei,
e rivolgerà contro di sé stesso il coltello da chef pugnalandosi tre volte al
petto, diventando inconsapevolmente vittime indirette di un terrorismo vile e
pregevole che perseguiterà il Regno Unito per quasi 40 anni.
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