01 novembre, 2022

New York, Wall Street, 16 settembre 1920


TIPOLOGIA: attentato
CAUSE: carro-bomba
DATA:
16 settembre 1920
STATO:
New York
LUOGO:
New York, Wall Street
MORTI:
38
FERITI:
143

Analisi e ricostruzione a cura di Luigi Sistu

È una calda mattina di settembre del 1920, sono passati quattro mesi dall'arresto di Nicola Sacco e Bartolomeo Venzetti, calzolaio e pescivendolo, compagni, in attesa della sedia elettrica perché accusati di essere gli autori di una rapina ad un calzaturificio della Slater and Morrill di South Braintree in cui sono rimaste vittime un cassiere e una guardia armata. Un immigrato italiano, Mario Augusto Buda, romagnolo, anarchico, vendicativo, ha appena parcheggiato un carro trainato da un cavallo e condotto a mano tra Wall Street e Broad Street, accanto al nuovo Federal Assay Office e davanti alla J.P. Morgan & Company. È una giornata frenetica, soprattutto qui, nel distretto finanziario, un luogo talmente centrale e rinomato da essere ribattezzato “l’angolo”. Il palazzo che sorge sull’intersezione, al numero civico 23 e costruito nel 1913 in forma neoclassica e pomposa, non presenta alcuna insegna esterna ma è conosciuto da tutti come “la Casa dei Morgan”. I soci, tra cui spiccano personaggi del calibro di Thomas Landmont e Dwight Morrow, sono impegnati a discutere importanti questioni finanziarie in una delle sale conferenza dei piani più bassi. Prima di dileguarsi tra la folla dell'ora di pranzo, momento in cui la strada è particolarmente congestionata, Buda solleva il cappello per un saluto a quel manipolo di "robber barons" del tutto ignari di ciò che sta per accadere, e controllando di non essere osservato, porge un ultimo sguardo al carro allontanandosi con passo svelto verso la gente proprio mentre qualche isolato più avanti, un postino sbigottito sta osservando degli strani volantini stampati in modo rudimentale: "Liberate i prigionieri politici o sarà morte sicura per tutti voi!", firmato "Anarchici americani combattenti". Ora 37enne, Buda è negli Stati Uniti d’America dal 1907. Nato a Savignano sul Rubicone nel 1884, secondogenito di quattro figli, impegnato da bambino nei campi col padre e come garzone in una bottega di un calzolaio, partito per l’America nel 1907 aveva lavorato in diverse località nell’area di Boston come giardiniere, come operaio addetto alla posa dei tubi per una compagnia telefonica, alla costruzione di una centrale elettrica e nella costruzione di vagoni ferroviari per la New Haven & Hartford Railroad Company. Trasferitosi prima in Colorado, poi nell’Illinois ed infine nel Wisconsin per la costruzione di un ponte, era rientrato provvisoriamente in Italia nel 1911 a causa del poco lavoro, della grave miseria e della nostalgia di casa, lavorando come giardiniere assieme al padre prima di rimettere piede nel nuovo continente, appena prima che lo scoppio della Grande Guerra bloccasse i flussi migratori, per tornare nel Massachussets, a Roxbury, nella periferia di Boston, dove attualmente vive una consistente comunità di romagnoli prevalentemente anarchici, e abbracciando progressivamente le idee di Luigi Galleani, il fondatore, negli Stati Uniti, del periodico anarchico in lingua italiana bollato nel 1918 dal dipartimento di Giustizia come il giornale più pericoloso di tutto il paese, Cronaca Sovversiva, e unendosi al gruppo in cui militavano gli stessi Sacco e Vanzetti, vicino anche ad Errico Malatesta, l’anarchico più ricercato del pianeta. I galleanisti, zoccolo duro che conta sì e no una cinquantina di attivisti, sono sospettati di aver progettato attentati dinamitardi, tra cui quello a San Francisco del 1916 durante la parata del Preparedness Day per cui erano stati incastrati i sindacalisti Tom Mooney e Warren Billings, e di aver inviato, nel giugno del 1919, numerosi pacchi bomba a figure eminenti dell'amministrazione Wilson oltre che a J.P. Morgan e John D. Rockefeller. I circoli dei lettori di "Cronaca Sovversiva", che allora si riunivano nelle ombre dei setifici Paterson e degli stabilimenti per la laminazione dell'acciaio di Youngstown, sono delle vere e proprie calamite per lo scontento degli immigrati, la cui alienazione si è tramutata in rabbia furiosa di fronte all'isteria xenofoba dilagante durante la guerra e culminata nei Palmer Raids del 1919 in cui il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sotto l’amministrazione del Presidente Woodrow Wilson si era mobilitato per catturare e arrestare sospetti esponenti di sinistra, una lista di 3.000 persone, principalmente immigrati italiani e immigrati dell’Europa orientale, anarchici e comunisti, col fine di deportarli dagli Stati Uniti. Perciò, quando nel febbraio dello stesso anno il procuratore generale e ministro della Giustizia Alexander Mitchell Palmer aveva firmato l'ordine di espulsione per Galleani, in numerose fabbriche del New England erano comparsi volantini anonimi che promettevano di "annientare col fuoco e col sangue" i responsabili i tale decisione. Bisogna sottolineare che il movimento anarchico italiano, diffuso soprattutto sulla Costa Orientale dove sorgono industrie caratterizzate da manovalanza italiana, incarna un massimalismo anarco-comunista radicale nemico del socialismo e del riformismo; lo stesso Galleani, sulle pagine della propria rivista, proponeva il rovesciamento del sistema capitalistico e dell’ordine costituito attraverso qualsiasi mezzo, attentati e assassinii compresi, soprattutto contro istituzioni e magistrati. Ed è proprio per questo che alla notizia dell’incriminazione di Sacco e Vanzetti, il primo conosciuto ad Hopendale durante lo sciopero del 1913, il secondo a Plymouth nello sciopero alla Cordage Company nel 1916, periodo in cui ha frequentato riunioni, si è mosso in ambienti anarchici e ha militato direttamente nelle fila del movimento prendendo parte anche a manifestazioni violente. Buda è tornato precipitosamente a New York City, preparando un piano di “punizione”, affittando nel cuore di Little Italy, a Mulberry Street, un carro e un cavallo e trasformandolo in soli quattro giorni in un’arma dall’alta potenza distruttiva. Non è nuovo a questo genere di ritorsioni, premettendo che la sua lunga e controversa relazione con la giustizia va avanti fin da bambino, è qui in America che ha avuto il “salto di qualità”. È iniziato tutto a Milwakee il 9 settembre 1917, a causa di uno scontro interno alla comunità italoamericana tra i seguaci del pastore evangelico Augusto Giuliani e gli anarchici aderenti al Circolo Francisco Ferrer conclusosi in maniera tragica con l’intervento della polizia e due anarchici uccisi, uno gravemente ferito, undici arrestati e due poliziotti feriti. Buda, assieme all’amico, immigrato e commilitone Carlo Valdinoci, aveva lasciato il 24 novembre un pacco davanti alla chiesa del reverendo Giuliani, pacco che la polizia di Milwakee, forse per ingenuità o forse per un errore, aveva portato in commissariato dove era esploso uccidendo dieci agenti e un civile. In una escalation di violenza durata tutta la prima metà del 1919, aveva fatto parte dei progettisti di una prima serie di 30 attentati dinamitardi, dei pacchi bomba recapitati per posta ai maggiori rappresentanti del mondo politico ed economico, e di una seconda serie, tutti in una notte, tra il 2 e il 3 giugno, con dei pacchi depositati a mano nelle città di Boston, New York, Paterson, Philadelphia, Pittsburg, Cleveland e Washington dove in quest’ultima, destinata ad Alexander Mitchell Palmer, Ministro della Giustizia e dichiarato nemico degli anarchici, aveva perso la vita Valdinoci. A Wall Street, mentre le campane della vicina Trinity Church stanno suonando mezzogiorno, Buda, angelo vendicatore degli amici incarcerati, “i suoi migliori amici in America”, da cui è scampato per puro caso all’arresto, si allontana dal civico 23. Nessuno si immagina cosa sta per accadere, nessuno si immagina che in quel carro, sotto una catasta di frutta è nascosta una grossa carica di 45 chilogrammi di Gelatina per uso estrattivo e 230 chilogrammi di pezzi di ghisa. La Gelatina da cava, una Dinamite a base attiva, esplosiva, brevettata dal chimico e ingegnere svedese Alfred Nobel nel 1867 e composta dalla Nitroglicerina sintetizzata dal chimico e medico italiano Ascanio Sobrero nel 1847 dalla Nitrocellulosa, prodotto scoperto dal chimico tedesco Christian Friedrich Schönbein nel 1846, e miscelata con Nitrocellulosa ad alto contenuto di azoto, era stata rubata da un cantiere per la costruzione di un tunnel. Ad innescarla c’è un detonatore elettrico, uno di quelli inventati nel 1876 da Julius Smith, un cilindro di alluminio riempito con una miscela incendiaria e Fulminato di Mercurio, l’esplosivo primario sensibilissimo agli urti e al calore sintetizzato già nel XVII secolo e perfezionato nel 1799 dal chimico inglese Edward Howard. Collegato a questo, una sveglia sta ticchettando accanto a una batteria. Prima della fine dei dodici rintocchi delle campane la lancetta della sveglia che segna i minuti si incrocia con quella delle ore facendo sfiorare due filamenti di rame saldati alle estremità. Un circuito elettrico si chiude, la corrente della batteria scorre lungo un filo che arrivando fino al detonatore arroventa dei ponticelli interni che diventano incandescenti. La miscela incendiaria brucia, il Fulminato di Mercurio si accende innescando la Gelatina che trasforma con una velocità di detonazione 7.000 metri al secondo il carro in un’enorme massa di fuoco, vento e proiettili. La terra trema, i vetri ondeggiano e le pareti dei palazzi vibrano. Un boato assordante scuote il centro mentre una gigantesca sfera di tre milioni di litri di gas a 4.000 gradi centigradi sventra Wall Street. L’onda di sovrappressione attraversa il quartiere, lo devasta, le finestre degli edifici esplodono in faccia agli impiegati e i passanti vengono falciati dalle schegge. I tendoni dei negozi e le automobili parcheggiate nelle vicinanze prendono fuoco e l'intero quartiere viene avvolto da una nube di fumo e polvere. I grattacieli si svuotano alla velocità della luce. In preda al panico, la folla si riversa in strada scavalcando i corpi agonizzanti ammassati a terra. Fattorini, stenografi, impiegati, broker, sono sfigurati e irriconoscibili, martoriati dal passaggio della massa di metallo. La strada del tutto priva di alberi viene improvvisamente inondata da foglie verdi coi volti dei presidenti. I Fattorini delle banche, terrorizzati, abbandonano per strada circa ottantamila dollari che iniziano a volteggiare sotto le raffiche soffocanti di vento e cenere. Per la prima volta nella storia, un minuto dopo l'esplosione, Willam H. Remick, presidente della Borsa Valori di New York, ordina che vengano sospese le operazioni finanziarie nel tentativo di prevenire il panico. All'esterno, i soccorsi lavorano febbrilmente per trasportare i feriti in ospedale. James Saul, un fattorino di soli diciassette anni, ruba un'auto parcheggiata per trasportare in più viaggi trenta feriti in un ospedale vicino. Gli agenti di polizia si affrettano a raggiungere la scena del crimine per fornire il primo soccorso. Tutte le auto vicine vengono requisite perché essere utilizzate come ambulanze. Trattandosi di un attentato a Wall Street, viene proclamato lo stato di emergenza. Da Governor's Island partono subito un centinaio di soldati da mettere di pattuglia in quello che restava dell'Assay Office e dell'adiacente Subtreasury. Il Detective Bureau del New York Police Department riassemblerà i resti grotteschi di una "macchina infernale": la testa di un cavallo, qualche zoccolo spezzato e il ferro ritorto dell'assale di un carro. Di colpo gli anarchici, gli Industrial Workers of the World e i nuovi bolscevichi diverranno tutti possibili indiziati. Il Coroner conterà 38 morti e 143 feriti, due dei quali il presidente dell'Equitable Trust Alvin Kreck e Junius Morgan, il figlio di J.P. Morgan junior. Joseph P. Kennedy, passato quasi per caso nell’istante dell’esplosione, nonostante lo shock è rimasto illeso. Ma Buda, rifugiato a Providence dove si farà rilasciare dal Consolato italiano un passaporto a nome Mike Boda grazie al quale riuscirà a rientrare in Italia su una nave battente bandiera francese diretta a Napoli, dove è intenzionato a tornare a casa per riprendere il mestiere del calzolaio, rimarrà sicuramente deluso quando scoprirà che "Jack Morgan”, già scampato nel 1919 per pura fortuna ad un pacco bomba, si trova a Londra e che i soci Lamont e Morrow, in quel momento in una zona posta sul retro dell’edificio, ne sono usciti indenni. William Hammond Remick, presidente della New York Stock Exchange, la Borsa di New York, proprio sull’altro lato della strada, decide di interrompere immediatamente le contrattazioni per evitare un panico incontrollato. Ma intanto, un povero immigrato con un po' di Dinamite rubata, un mucchietto di ferraglia e un vecchio ronzino, è riuscito a scatenare un terrore senza precedenti nel Sancta Sanctorum del capitalismo americano, facendo partire col suo “an act of war” una delle più grandi cacce all’uomo della storia degli Stati Uniti d’America.

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